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Significato del Kata

Significato del kata

La Cina conosce da sempre un sistema didattico che si esprime con "forma e non-forma". Esso trova riscontro in tutte le esperienze umane in cui ci sia apprendimento. Per esempio: un ragazzino che deve imparare a scrivere dovrà educare la mano ai segni grafici, imparare le regole grammaticali, sintattiche e poi anche studiare i classici; questa è forma.  
Ma subito dopo aver iniziato lo studio della forma deve esercitarsi liberamente a creare un proprio stile (di grafia, di composizione, di espressione); e questa è non-forma. In Giappone si dice anche "mettere dentro un modello", per giungere a "tirare fuori un'espressione" che è propria dell'individuo, che riflette la sua personalità. 
L'apprendimento primario non è così: esso consiste nel fare esperienza direttamente, partendo dalle proprie facoltàconoscitive; ma non può giungere molto lontano. Quello che intendiamo per apprendimento di secondo grado è far tesoro dell'esperienza di chi ci ha preceduto, creando nel tempo una lunga catena verticale che somma i tesori delle esperienze individuali (Tradizione).


Facciamo due esempi.
Se voglio "inventare" la matematica, posso farlo, osservando la realtà e utilizzando le dita. Per quanto io possa essere un genio, potrò scoprire le semplici operazioni, magari intuire l'utilitàdi rapporti più complessi (elevamento a potenza e radici quadre) e forse arrivare a una semplice equazione. Ma un ragazzo delle superiori giungerà più lontano di me studiando (ed esercitandosi) sulla "forma" dei grandi matema " tici del passato. Inventiamo una leggenda: una tribù primitiva vive in un territorio cacciando conigli e usa piccoli bastoni per 
stanarli. Poi il clima cambia, i conigli scompaiono e appaiono grandi mandrie di bisonti. L'abilità di usare i “ bastoncini” diviene obsoleta e la tribù è alla fame. Ma qualcuno non si arrende; disperato, intuisce che i grandi animali sono una fonte di cibo e si apposta sulla collina a studiarli. Nota che il giaguaro si avvicina sottovento agli animali più vecchi e deboli, o ai piccoli isolati e li attacca con le unghie e coi denti, che possono dilaniare. L'uomo ci prova, coperto di una pelle di giaguaro, utilizzando schegge di selce. E dopo molti tentativi riesce (apprendimento primario).  
Allora torna tra i suoi e racconta ciò che ha fatto. Ma la gente non può capire, lo deride.E se insiste, l'autorità della tribù finirà col bandirlo. Il nostro eroe vive da solo, ma mangia, mentre gli altri deperiscono. Finché qualche giovane intraprendente si unisce a lui e chiede di imparare a cacciare il bisonte. Allora nasce la necessità dell'insegnamento di secondo grado e l'esperienza deve passare dall'esperto all'apprendista. Ma il primo non può, non riesce, a trasmettere rapidamente la sua  intuizione di base, i particolari della sua lunga osservazione, le mille piccole cose che si sono accumulate in lui con gli anni. Allora inventa una danza in cui, coperti di una pelle di giaguaro,  stringendo le selci, i giovani ripetono i movimenti di avvicinamento dell'animale. Questo rappresenta una buona preparazione, soprattutto se, attraverso il contatto personale, essa riesce a rappresentare lo spirito della caccia e non solo le movenze esteriori. È nato il primo "kata".


Quel kata che nella nostra scuola è rappresentato da libri di regole e di esercizi formali, sommato alle lezioni di un professore esperto che comunica il rapporto intimo che ha raggiunto con l'Arte di cui si occupa; che nell'artigianato consiste nell"'andare a bottega", vivendo a stretto contatto umano con chi ne sa di più (il Maestro). 
Certo, accanto a tutto questo occorre anche l'esercizio libero, in cui l'allievo si trova di fronte alla vera difficoltà. In particolare nel Karate scoprirà che il kata conteneva la forma di tutto il sapere (anche "ma", "hyoshi", "yomi", "kime") e che, grazie a esso, si trova la strada spianata. Ma la massima valorizzazione del kata consiste nella diretta trasmissione da uomo a uomo, non certo in lezioni collettive con centinaia di allievi (kata superficiale)... questo modo di fare moderno porta a incomprensione e a una rapida degradazione dell'esperienza del passato.

Ultimo aggiornamento Domenica 17 Ottobre 2010 15:35